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La diplomatica d’industria

Da 100 IDEE X 100 START UP, storie esemplari di imprenditori che innovano per vincere la crisi.

Autore: Paolo Gila.

Editore: il Sole 24 Ore Libri.

 

Quando viveva tra i monti come Heidi, sognava di intraprendere l’attività diplomatica, di muoversi tra segreterie di stato e istituzioni internazionali. In un certo senso questa è la sua attività imprenditoriale odierna. Anche se non frequenta cancellerie e foreign offices, le sue relazioni sono tuttavia altolocate: dialoga disinvoltamente in diverse lingue con presidenti e amministratori delegati di multinazionali il cui fatturato è in grado di pareggiare il pil di stati sovrani. Lei è Gertraud Bacher, originaria di Vipiteno, Alto Adige, una laureata in scienze politiche a Milano, a cui ha fatto seguire un master in politica internazionale. Fresca di studi, una quindicina d’anni fa, a neanche 25 anni di età, la Bacher entra nella consociata di una società tedesca per curare i rapporti con la casa madre, grazie alle sue robuste competenze linguistiche. Dopo pochi mesi di attività le fu richiesto di occuparsi di risorse umane: “all’inizio accettai con amarezza perché volevo fare altro -ricorda- ma in breve tempo è nata una passione che mi ha portato ad approfondire materie come il diritto del lavoro e il diritto sindacale, che non ho più abbandonato”.

Gertraud, che nella sua impostazione sposa il rigore imprenditoriale alla concezione umanistica, crea l’ufficio delle risorse umane e lo sviluppa in un’epoca in qui l’azienda si segmenta, stipula accordi, si sviluppa per linee interne ed esterne. Le ristrutturazioni non le fanno paura, non teme le procedure di “merger and acquisition”, affronta con serenità i cambiamenti organizzativi. “Ho cercato di rendere l’ufficio del personale un organismo aziendale super partes per tutelare il dialogo tra i datori di lavoro e tutti i dipendenti, in modo da risultare garante di entrambe le parti”. Altro che compilazione di cedolini e distribuzione di buste paga! Il lavoro di responsabile delle risorse umane è uno studio continuo, un’indagine antropologica sul comportamento, i valori e l’idealità di uomini e donne che sono chiamati a condividere esperienze di lavoro e di vita in un ambiente che può motivare, ma anche deludere. E così, tra una fusione e l’altra, una cessione di ramo d’azienda e un’incorporazione per fusione, Gertraud si prende pure in un’altra laurea magistrale, questa volta in psicologia, con indirizzo -ovviamente- in psicologia del lavoro. In azienda l’indagine sulle motivazioni interiori coincide con il processo organizzativo e gestionale. E lei sfrutta questo strumento intellettuale che unisce Freud a McKinsey per reimpostare le sue giornate, il suo metodo, le sue finalità all’insegna della convinzione che, anche se esistono in campo aziendale forze antagoniste, non si deve essere di parte, nell’interesse della stessa azienda. Medita su questi concetti a lungo. Finché il desiderio di fare e decidere in proprio diviene impellenza e volontà.

“Avevo visto e scoperto -precisa la Bacher- che nelle organizzazioni si creano dei buchi, dei vuoti gestionali, dovuti all’assenza di comprensione e di valutazione delle risorse umane e delle loro potenzialità. Siamo capaci di misurare il costo del personale, ma non sappiamo dare una misura e un peso alla perdita che si registra in un’azienda quando chi vi lavora non si esprime al massimo delle sue capacità”. Da qui l’idea di impresa, abbozzata nel 2005: creare una società di consulenza a 360 gradi, che si occupi di tutti gli aspetti amministrativi e gestionali, come fosse un'istituzione diplomatica indipendente, autorevole per capacità.

 

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Ultimo aggiornamento (Lunedì 18 Maggio 2015 17:06)