Anche in condizioni di incertezza, le nostre decisioni si basano su un numero limitato di informazioni, selezionate in base a processi tutt’altro che razionali ed efficaci, tra questi "processi semplificati" (o scorciatoie) troviamo il bias della disponibilità.

Ma come funziona questa scorciatoia cognitiva?

Il bias della disponibilità è una “tendenza” che ci porta a formulare giudizi sulla base degli esempi e/o delle informazioni più disponibili, che più facilmente e vividamente ci vengono in mente.

Tra la fine degli anni ‘60 e i primi anni ‘70, gli psicologi Tversky e Kahnemann, hanno cominciato a studiare il processo di giudizio in situazioni di incertezza, dimostrando appunto che, anche in tali condizioni, la nostra presa di decisioni si basa su un numero limitato di semplificazioni euristiche -e non su processi di lavorazione algoritmica- tra cui appunto quella della disponibilità.

Facciamo un esempio: quale animale provoca il maggior numero di vittime in un anno?

  1. Uno squalo
  2. Un ippopotamo
  3. Una zanzara

La risposta immediata, probabilmente di molti, potrebbe essere: A) Uno squalo

In realtà Lo squalo uccide meno della zanzara. E allora come mai lo percepiamo come più pericoloso e, probabilmente, più letale?

Bias della disponibilità di informazioni Crisis Management ASAP Italia 2Pur trovandoci di fronte ad una situazione incerta, di cui verosimilmente non abbiamo informazioni complete, ci sentiamo di rispondere “squalo” perché probabilmente l’esempio che ci viene più velocemente alla mente è quello del nostro immaginario... a cui i film di Steven Spielberg hanno dato sicuramente un contributo (Leggi anche LA PERCEZIONE DEL CAOS: dare senso a ciò che non si conosce)!

Qual è il rischio?

Applicando -inconsciamente- questa scorciatoia, ci convinciamo che se qualcosa può essere facilmente richiamato alla mente allora deve essere importante, o almeno più importante delle soluzioni alternative che non sono così prontamente richiamabili.

 

Sapevi che…

  1. Abbiamo più memoria e più dettagli di quanto è appena accaduto pertanto è più facile che ci vengano in mente “cose” con cui abbiamo avuto più a che fare di recente
  2. Abbiamo più memoria di eventi eccezionali, freschi e a forte impatto emotivo, rispetto a eventi più “ordinari” e/o a cui magari siamo ormai abituati
  3. Abbiamo più memoria di eventi di cui si continua a parlare e in base a quanto intensamente e frequentemente se ne parla, ci sembrano più probabili, più importanti e più gravi

 

Che implicazioni ha questo con le informazioni a cui siamo esposti in questo momento delicato?

La gente tende a valutare l’importanza relativa dei problemi in base alla facilità con cui li recupera dalla memoria, e questa è in gran parte determinata da quanto i media si occupano di quei temi (Kahnemann, Pensieri lenti e veloci, 2011).

Attenzione, fermo restando l'importanza di ciò che sta accadendo ormai in tutto il mondo, cerchiamo di fare una stima quanto più corretta della portata di questo evento (Leggi anche Dare importanza all'aspetto umano in tempi incerti e Bias della disponibilità: come ci frega... Recruiter compresi!).

Mai come questo in momento serve una maggiore consapevolezza, proattività informativa e capacità di discernimento:

  • Consapevolezza: tenere sempre in considerazione che tendiamo a sovrastimare la frequenza, l’importanza e la gravità di fenomeni recenti, ad alta intensità emotiva, a cui siamo costantemente esposti
  • Proattività informativa: ricercare fonti di informazioni autorevoli e affidabili, stando attenti alla dose massiccia di fake news a cui siamo esposti e che -come dimostra anche uno studio del MIT- viaggiano purtroppo molto più velocemente di quelle reali
  • Capacità di discernimento: selezionare le fonti, considerare bene i fatti, allargare le proprie prospettive

Se non vogliamo essere travolti dalla pura quantità di notizie e basare solo su di esse i nostri giudizi e le nostre decisioni, dobbiamo iniziare ad igienizzare -tra le altre cose- anche il nostro cervello e la nostra memoria... e magari, così facendo, potremmo anche trovare soluzioni che altri non vedono.

 

 

 

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