ownership del pensiero - ownership estrema - ASAP  Italia

 

Ciò che otteniamo, nel lavoro e nella vita in generale, non è semplicemente frutto delle nostre abilità… e anche ciò che non raggiungiamo non è sempre causato dalle circostanze esterne.

Ma allora qual è il fattore che determina i nostri successi (e insuccessi)?

Buddha insegna che la mente è tutto. Infatti, il fattore determinante dei nostri successi (e insuccessi) è il mindset, ovvero il modo con cui ci approcciamo ai nostri obiettivi!

Il mindset non è altro che quell’insieme di credenze e convinzioni attraverso cui noi interpretiamo il mondo, le circostanze e ciò che ci accade.

La studiosa Dweck ha individuato due tipologie di mindset ovvero il fixed mindset e il growth mindset.

Il fixed mindset è caratterizzato da un insieme di convinzioni che valutano negativamente ogni minimo fallimento e/o errore, un mindset focus costantemente su problemi, pericoli e ostacoli. Le persone con questo mindset processano la quotidianità e il futuro dallo specchietto retrovisore dicendosi “se avessi fatto questo, ora sarei…”, spesso giudicandosi e dicendosi che hanno sbagliato. Ovviamente, così facendo, non si danno mai la possibilità di attuare un reale cambiamento.  

Il growth mindset, invece, è caratterizzato da un insieme di convinzioni che valutano positivamente ogni minimo fallimento e/o errore in quanto fonte di opportunità, di conoscenza, di crescita. Per le persone, con questo tipo di mindset, un risultato non raggiunto è un risultato non ancora raggiunto. Questo implica una visione verso il futuro, che dà spazio al pensiero per cercare nuove soluzione e nuove vie.

E noi, in quanto leader, abbiamo una grande responsabilità e, considerando che -per definizione- influenziamo l’organizzazione più di quanto non veniamo influenzati da essa, dobbiamo essere consapevoli del nostro mindset e lavorare -se necessario- su di esso prima di chiedere agli altri di fare altrettanto.

Quanto siamo davvero aperti alle nuove sfide e cerchiamo opportunità anziché vedere problemi? Quanto siamo in grado di controllare il nostro pensiero e di assumerci la responsabilità? Quanto siamo pronti a trovare le cause degli insuccessi altrove? Quanto incentiviamo i nostri collaboratori a sperimentare, a crescere, a ragionare in termini possibilità?

Controllare il nostro pensiero e indirizzarlo costruttivamente nella direzione dei risultati che noi vogliamo raggiungere diventa quindi una grande responsabilità nonché ingrediente imprescindibile di un’organizzazione di successo.

Dweck, nei suoi studi, ha mostrato come il mindset non sia qualcosa di fisso e immutabile… anzi!

E allora come iniziare a cambiarlo in noi e nei nostri collaboratori?

Iniziamo con 3 passi molto semplici, ma dal grande potere:

  1. Lodiamo il processo, l’impegno, e l’engagement anziché il risultato, questo crea resilienza
  2. Quando qualche cosa è andato storto analizziamo domandandoci “come possiamo fare per…?”, questo crea strategia e innovazione
  3. Facciamo vedere ai nostri collaboratori i miglioramenti, che magari non vedono, perché questo favorisce apprendimento e perseveranza

 

 Ciò che tu pensi, tu diventi. (Buddha)

 

Scritto da: Gertraud Bacher 

 

E tu? Se vuoi lavorare concretamente sul tuo mindset e/o su quello dei tuoi collaboratori, affidati ai nostri percorsi di Business Coaching!

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Bibliografia
Dweck, C. (2017). Mindset. Cambiare forma mentis per raggiungere il successo, Franco Angeli, Milano.

 

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