Avere il mindset giusto in questo mondo che cambia rapidamente e che è – come abbiamo visto con l’emergenza sanitaria – per definizione incerto e imprevedibile, ci permette di gestire al meglio le situazioni contingenti e di influenzare positivamente il futuro.

In tutto ciò che ruolo gioca la pro attività?

Un mindset vincente richiede in primo luogo ownership, cioè una piena assunzione di responsabilità delle proprie azioni, pensieri e atteggiamenti nonché delle conseguenze che ne derivano. L’ownership, inoltre, è il prerequisito per sviluppare la pro-attività, altra competenza assolutamente necessaria per il homus operandi futurae.

Ma cosa significa essere proattivi?

Questa competenza implica la capacità di percepire anticipatamente i problemi, le tendenze o i cambiamenti futuri per mettere in atto azioni di gestione in e per tempo (fonte: Treccani).

A noi leader spetta creare spazio alle persone pro-attive e saperle gestire, ma diciamocelo tutta: non sempre è comodo avere persone pro-attive!

Molti pensano che sia sempre e solo il manager a saper/dover leggere e interpretare il mercato… al punto da far tacere eventuali “voci fuori dal coro”. Ecco ora pensiamo a che fine hanno fatto aziende come Nokia, Blockbuster & Co., ovvero tutte quelle big company, main player nel loro settore, i cui  Top Manager non hanno saputo intercettare i segnali o li hanno intercettati, ma li hanno ignorati e magari hanno fatto altrettanto con chiunque abbia cercato di metterli in guardia… in fondo a chi piace avere a che fare con delle -seppur proattive- Cassandre, profetesse di sciagure a cui nessuno crede  (fonte: Treccani).

Altri invece lascerebbero volentieri lo spazio ai proattivi, ma si ritrovano con collaboratori che eseguono senza pensare troppo.

Ora, è importante sapere che ci sono differenti proattività e saperle riconoscere e valorizzare è compito e abilità di un leader. Infatti, i migliori leader non si circondano di persone che sono simili a loro, bensì diverse -nonostante questo richieda più sforzo di gestione- così da ampliare la visione e moltiplicare le potenzialità.

Quali sono dunque queste proattività?

Ne possiamo trovare ben 4, ciascuna che corrisponde a una personalità differente e che può essere descritta attraverso quattro domande:

  • Dove andiamo e perché?
  • Cosa dobbiamo fare e quando?
  • Come facciamo?
  • Chi?

C’è chi è proattivo nel cercare nuove direzioni e nuove risposte a nuove o vecchie domande (DOVE e PERCHE’), c’è chi è proattivo nel trovare nuovi modi per raggiungere le mete (COSA e QUANDO), c’è chi è praottivo nel trovare nuove procedure e processi (COME) e infine c’è chi saprà trovare le persone giuste per i diversi obiettivi di business (CHI).

Un vero leader non può non avere consapevolezza della propria pro attività e, di conseguenza, di che tipo di pro attività (persone) deve circondarsi per avere piena capacità di anticipare i problemi e trasformarli in opportunità. Deve creare un clima organizzativo che favorisca -in ciascuno membro dell'organizzazione- lo sviluppo della pro attività e di tutto ciò di cui si compone: assertività, coraggio, apertura al nuovo, apprendimento continuo e spinta all'azione. 

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Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi essere pronto a fare qualcosa che non hai mai fatto. (Thomas Jefferson)

Scritto da: Gertraud Bacher 

 

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Bibliografia
Leonard, D., Straus, S. (1997), Putting Your Company’s Whole Brain to Work. Harward Business Review

 

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