Proattività – mindset – ASAP Italia

 

Quante volte compiamo gesti di cui non ci rendiamo nemmeno conto? Al nostro cervello piace molto questo “pilota automatico” che attiviamo quotidianamente perché di natura è una macchina che punta al risparmio energetico.

Di fronte a queste premesse come alimentare i noi e negli altri la proattività?

Anticipare problemi, soluzione e azioni, introdurre cambiamenti e innovazione richiede concentrazione, attenzione, ricerca e integrazione di nuove informazioni… insomma, dispendio di energie, energie che il cervello tende di default a voler preservare (leggi anche: Pro attività in azienda, il potere di Cassandra).

Inoltre, la maggior parte delle volte in cui ci sforziamo di cercare/integrare nuove informazioni, non sono quasi mai, realmente, nuove informazioni quanto più prove del fatto che abbiamo ragione (bias della conferma).

Difficilmente noi adulti integriamo, nel nostro sistema di pensiero, informazioni contrarie alle nostre convinzioni. Facciamo un esempio: se siamo convinti che le banane siano salutari, verosimilmente cercheremo su internet “benefici banane” anziché “rischi banane”, ovvero il nostro input sarà formulato in maniera tale da portarci solo a quelle informazioni che confermano la nostra convinzione... ebbene, signori, il bias della conferma è uno dei principali ostacoli alla proattività.

Eppure quando vogliamo sappiamo essere creativi...

Mmh... diciamo che è più "quando dobbiamo". Infatti, attiviamo la nostra curiosità e creatività solo quando è (strettamente) necessario, ovvero solo quando ci troviamo di fronte a un problema da risolvere, magari avendo provato prima, ma senza successo, “soluzioni automatiche”.

Cosa ci perdiamo nel mentre? Sicuramente nuove e interessanti opportunità!

Ma allora come applicare proattivamente la nostra creatività e spronare anche i nostri collaboratori a fare altrettanto?

Ecco 4 punti da cui partire:

  1. Quando i modi di processare informazioni sono consolidati, ci chiediamo mai Questa modalità è ancora utile? Ci sono altre possibilità migliori? Tante volte infatti facciamo cose e/o usiamo determinate modalità per farle semplicemente perché siamo abituati, ma magari non portano più un reale valore aggiunto;
  2. Quando cerchiamo soluzioni a problemi, diamoci il tempo di esplorare e non soffermiamoci alla prima soluzione utile che ci viene in mente: il cervello inizialmente cerca una solo una working solution e solo se lo costringiamo cerca la best working solution;
  3. Adottiamo il metodo scientifico anche alla nostra realtà quotidiana domandandoci “e se avessi torto?”, poi però cerchiamo anche indizi/prove di questo… Probabilmente il nostro ego ne soffrirà, ma così facendo ci apriamo a un’esplorazione molto produttiva e proficua;
  4. Ascoltiamo altri punti di vista e ampliamo la nostra visione, imparando a chiedere, allenando la nostra ask-proactivity (leggi anche: Leader e pro attività: meglio chiedere che dire!).

 

"Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili" (H. Poincaré)

 

Scritto da: Gertraud Bacher 

 

E tu? Riesci ad usare la tua creatività in maniera proattiva?

Se vuoi, attraverso i nostri percorsi di Executive Business Coaching possiamo supportarti!

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Bibliografia
De Bono, E.  (2013). Sei cappelli per pensare: Manuale pratico per ragionare con creatività ed efficacia. Rizzoli, Milano.

 

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