apprendimento continuo – mindset – ASAP Italia

 

Si parla sempre spesso di apprendimento continuo e della sua importanza, in quanto fonte di innovazione. Ma quante volte noi leader ci diamo questa possibilità? Quante volte cogliamo questa opportunità? Quante volte riteniamo realmente di aver ancora bisogno di apprendere cose nuove?

Ma se senza apprendimento, non c’è innovazione, come possiamo pretendere di guidare con successo aziende dinamiche capaci di rispondere a situazioni inedite?

Santiago Ramón y Cajal, padre della neuroscienza e vincitore premio Nobel, si è chiesto alla fine del secolo scorso se l’innovazione avvenga in maniera continua o per salti. Oggi sappiamo bene come essa possa avvenire sia in forma incrementale (p.e. digital trasnformation), ma anche in modalità disruptive (p.e. covid trasformation)… ma, al di là delle modalità, chi sono le persone “solitamente” capaci di innovare?

  • I giovani che non hanno ancora “binari impiantati” nel loro cervello e che quindi si pongono pro-attivamente domande e si interrogano su cose che agli occhi della maggioranza sono scontate (leggi anche: Leader e proattività assertiva: meglio chiedere che dire);
  • Persone mature che affrontano cambiamenti rilevanti o di carriera o di vita e che per far fronte quindi al nuovo attingono a tutto ciò che sanno, cercando anche nuove informazioni/sviluppando anche nuove competenze per poter rispondere al nuovo (leggi anche: La vera sfida delle aziende? Un nuovo atteggiamento mentale).

Per avere questa capacità di rimodellare proattivamente le proprie esperienze e adattarle positivamente a nuovi contesti, è importante fare esercizio durante tutta la vita. In questo modo nel nostro cervello creiamo sempre nuove sinapsi e collegamenti.

apprendimento continuo mindset asap italia

Dando un’occhiata a queste 3 immagini è facile intuire come il cervello con i nessi neurali dell’immagine 3 troverà, molto più probabilmente, collegamenti inediti e capirà più efficacemente ed efficientemente relazioni complesse. Ovvero sarà in grado di risolvere prima e/o meglio problemi nuovi e/o complessi.

Pertanto se la neurogenesi (ovvero la produzione di nuovi neuroni) avviene anche in età adulta, qualsiasi leader (giovane o meno che sia) ha la capacità di innovare!  

Come possiamo quindi allenare il nostro cervello affinché sia fonte di innovazione?

È fondamentale essere curiosi, creativi, proattivi, essere capaci di sviluppare ed esplorare anche attività, persone e mondi diversi e lontani da quelli abituali.

Sì, perché anche quando ci documentiamo, tendiamo a farlo sempre sulla stessa/nostra materia quindi più che un’acquisizione di nuove competenze, è un aggiornamento di quelle esistenti. Ma così facendo, non creiamo nuovi nessi neurali, bensì rafforziamo quelli esistenti.

Ma quando siamo chiamati a gestire problemi inediti per i quali risposte vecchie non sono più funzionali? Come allargare quindi la nostra rete neurale?

  • Studiando cose diverse | Sviluppiamo anche competenze che apparentemente hanno poco a che fare con il nostro lavoro. Per esempio potremmo scoprire che ore di solfeggio ci aiutano a diventare più pazienti e perseveranti, più concentrati ed efficaci
  • Frequentando ambienti diversi | Noi impariamo molto per osmosi, un processo spesso inconsapevole ma estremamente efficace e facile; pertanto, se vogliamo imparare a pensare come degli sportivi, iniziamo a frequentare ambienti sportivi, a praticare sport, a frequentare persone legate a quel mondo
  • Frequentando persone diverse | Tendiamo, spesso, purtroppo, a cadere in bias congitivi (bias della somiglianza) ovvero a circondarci da persone che pensano in maniera simile a noi o che hanno interessi simili. Sebbene può essere piacevole e confortevole per la nostra psiche, ciò non comporta un allargamento del nostro mondo.

Se è vero che è dalle nostre scelte che dipende la sopravvivenza delle nostre aziende, allora dobbiamo essere noi in primis ad essere proattivi, ad essere innovativi, a garantire a noi stessi e a tutte le nostre persone l'apprendimento continuo, affinché possano essere di supporto nella gestione della complessità… complessità oggi non più affrontabile individualmente, ma solo attraverso un approccio di team!

 

Scritto da: Gertraud Bacher 

 

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Bibliografia
Oakley, B. (2017). Mindshift: Break Through Obstacles to Learning and Discover Your Hidden Potential. Penguin, New York.

 

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