Copertina IDC

Che differenze ci sono tra queste tre immagini?

Il mondo cambia tutti i giorni e con esso anche il mondo del lavoro. In particolare, la trasformazione tecnologica in atto sta cambiando tre sfere significative, identificate da IDC durante l’incontro Future of Work Conference 2019: forza lavoro, cultura aziendale, spazio lavorativo.

Ma più nel concreto?

 

Cobot

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Il cambiamento della forza lavoro -che include l’automazione e le nuove professioni che nasceranno- è sicuramente il tema più trattato. A tal proposito, IDC prevede che nel 2024, il 50% dei lavori ripetitivi saranno codificati e inseriti in software utilizzati da robot per collaborare con l’essere umano (Cobot). Per questo molte aziende italiane si stanno già muovendo verso il reskilling e il ricollocamento dei propri dipendenti in altre mansioni.

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E poi, cos'altro cambierà?

 

Focus interno

IDC 2Se fino ad oggi il focus delle aziende è sempre stato orientato verso l’esterno, sui clienti -come principale portatori di interesse- e sulla cosiddetta Customer Experience, oggi sembra sia necessario guardare più vicino, ancora più vicino… potremmo dire in casa.

Il fattore di differenziazione di domani potrebbe infatti venire dal “far vivere bene” i propri dipendenti, far vivere loro un’ottima Employee Experience. Pensiamo ad un call-center: come può essere soddisfatto un cliente se chi risponde al telefono è a sua volta infelice del proprio lavoro? E come fa un venditore a valorizzare l’immagine della propria azienda se neanche lui se ne sente parte? E perché no, come propone IDC, magari questo nuovo focus potrebbe anche creare nuovi posti di lavoro: l’Employee Experience Manager!

Come fare quindi per gestire al meglio le persone?

Noi di ASAP sappiamo che, per scardinare la struttura aziendale a “reparti stagni” e favorire, quindi, conoscenza, collaborazione e coinvolgimento, è necessaria una leadership improntata al cambiamento… solo così si potrà avere un effettivo cambio di mentalità e di cultura del lavoro!

"Da controllo e comando si passa a guida e ascolto", come ha affermato Isabella Covili Faggioli, Presidente, AIDP

E dopo aver cambiato forza lavoro e cultura, cosa manca?

 

Smart Working

IDC 3Oggi siamo in grado di comunicare sempre, ovunque e con chiunque. Facciamo un esempio classico: è ormai facilissimo leggere le e-mail di lavoro in qualsiasi momento, COME SE fossimo in ufficio.
Allora perché non rivedere anche gli spazi lavorativi ed essere più flessibili per quanto riguarda orari e luoghi di lavoro?
Ebbene sì, stiamo parlando di Smart Working
...ma come si realizza nel concreto?
Innanzitutto, è indispensabile mettere a disposizione tecnologie adatte per accessi da remoto, bisogn poi cambiare le policy HR, togliere i “paletti” che ostacolano il cambiamento, rivedere gli spazi e le condizioni di flessibilità. Anche i social network, da questo punto di vista, possono aiutare ad ottimizzare la gestione dei processi aziendali e favorire, al contempo, uno scambio “paritario” tra le persone, creando -anche a distanza- valore aggiunto.

Ma qual è l’ingrediente principale affinché lo Smart-working funzioni?

La fiducia nelle persone.
Noi di ASAP crediamo in questo valore. Senza, nulla potrà cambiare. Tuttavia, non è così facile come potrebbe sembrare: non basta stimolare la fiducia tra management e collaboratori, ma è necessario coltivare la relazione tra “pari” che condividono un contesto sociale e culturale. Ad esempio, nella pubblica amministrazione, lo smart-working è un’opportunità concreta, tuttavia non è vista di buon occhio a causa degli episodi avvenuti in passato e resi pubblici, di lavoratori che, dopo aver timbrato il cartellino, scappano per dedicarsi alla propria vita personale. Questo ha così creato un sentimento di “disapprovazione sociale” nei confronti di coloro che usufruiscono del telelavoro.

 

Pertanto, se oggi la tecnologia ci sta offrendo soluzioni all’avanguardia, che permettono di lavorare a distanza, va creato contestualmente un ambiente adatto affinché si possa effettivamente sviluppare un nuovo modo di “fare” e di “essere”, che coinvolga tutta l’azienda, non solo l’IT, ma anche l'HR, comunicazione interna e ovviamente il Board in modo che il cambiamento sia pervasivo e duraturo.

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Per concludere…

Per ottenere una trasformazione tecnologica si deve passare prima dalla trasformazione culturale aziendale e sociale, perché l’intelligenza collettiva è più potente dell’intelligenza artificiale!

 

 

 

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