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Beep! beeep! beeeep! Sono le 7.00 del mattino, suona la sveglia, mi alzo... mentre faccio colazione apro il mio calendar: ore 9.30 videoconference! Mi devo sbrigare... voglio rileggere prima i miei appunti e ripassare la presentazione che dovrò fare ai colleghi di Roma e di Bari. Oggi lavoro da casa così nel pomeriggio posso portare mia figlia dal dentista. Intanto, stasera potrò finire il report che avevo lasciato in sospeso…

Questo è solo un esempio di come è cambiato il mondo del lavoro. Lo sviluppo tecnologico degli ultimi 10 anni e, in particolare, la digitalizzazione hanno dato e stanno dando un’importante svolta al mondo del lavoro e al modo di lavorare.

Durante Il Convivio di Este, evento annuale dedicato ai temi delle Risorse Umane, tenutosi la settimana scorsa a Milano, si è parlato proprio di questo: Le grandi trasformazioni.

 

Ma qual è la situazione attuale del nostro paese? Come si stanno muovendo le aziende? Quali sono ancora le criticità?

 

I manager: Tra presentismo e necessità di nuove competenze 

Convivio foto 2“Viviamo nel ‘presentismo’, cioè un presente liquido e instabile, con velocità e ansia, dove vengono a mancare due aspetti fondamentali: gli investimenti sul futuro e la selezione”. Il manager si trova a “dover mettere insieme questo presentismo e la necessità di nuove competenze” per affrontare le sfide future. Il cambiamento che stiamo vivendo è una trasformazione, un momento di transizione dove “Il vecchio non funziona più e il nuovo non funziona ancora”. Come cambiare? “Bisogna approfittare delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie per creare un disegno capace di gestire le contraddizioni e di condividere nuovi valori. Tutto questo, ovviamente, richiede una nuova concezione dello spazio e del tempo“. Bisogna passare da un “apprendimento evolutivo” ad un “apprendimento creativo” per avere una visione ed essere pronti a cambiare ‘strada facendo’ per raggiungere la meta (Enzo Rullani, Professore Ordinario di Strategie d’Impresa all’Università Ca’ Foscari).

Ma  “Molti manager soffrono una carenza di competenze, di cui spesso non sono neanche consapevoli… spesso si trovano ad operare in tempi compressi, con una comunicazione veloce e immediata, senza approfondire gli argomenti e studiare con obiettivi di lungo termine” (Irene Tinagli, Economista)

Tra le nuove competenze di cui necessitano troviamo sicuramente quelle digitali, ma “la consapevolezza della Direzione HR rispetto alle competenze fondamentali è scarsa“. Sottolinea quindi l’importanza dell' investire nella formazione (Roberto Savini Zangrandi, CEO di Quadrifor)

Ma “la formazione manageriale non basta più”,  in quanto “non basta essere buoni manager, oggi nelle organizzazioni servono leader” (Rosanna Gallo, AD di Eu-Tropia). Durante il suo speech fa un veloce sondaggio, chiedendo al pubblico se qualcuno proponesse dei percorsi di formazione digitale ai propri manager… poche le mani alzate.

 

 

La divisione HR: Il motore della trasformazione

Convivio foto 3Oggi la divisione HR non dovrebbe essere solo un business partner, bensì “parte attiva del business, che significa conoscere il business e le informazioni che servono alle persone… per aumentare la produttività bisogna affidarsi alle tecnologie!” (Marco Bossi, Managing Direcor di Talentia Software)

“L’HR deve agevolare l’introduzione di tecnologie in azienda”. l’Italia si trova al quart’ultimo posto della graduatoria dell’indice Desi, che misura il grado di conoscenze e accesso alle tecnologie digitali. “Su questo fronte, la Direzione HR è chiamata a capire le potenzialità delle tecnologie e a sviluppare le competenze delle proprie persone” (Andrea Langfelder, Strategy Leader di Oracle Italia)

La divisione HR deve “creare il contesto utile affinché le persone possano accogliere il cambiamento”, il cambiamento è “un continuum” che va sperimentato. Bisogna avere anche la “possibilità di sbagliare”, dove l’errore è uno “step da cui partire” (Pietro Ferrario, HR Director di Mondo Convenienza) 

In altre parole, la divisione HR è il “motore della trasformazione” e alla “Direzione del Personale si richiede di essere d’esempio” (Paola Boromei, HR Tech di Snam)

 

 

Per concludere...

Le parole d'ordine per cavalcare l’onda del cambiamento sono flessibilità e adattamento. Pertanto, se vogliamo implementarlo con successo -senza farci travolgere- è fondamentale che la divisione HR sperimenti per prima e in prima persona la trasformazione… solo così riuscirà a promuoverla a sua volta all’interno dell’azienda.

Per quanto ciò che (ancora) non si conosce spaventi, le trasformazioni e i cambiamenti sono grandi opportunità… e noi di ASAP ne siamo fermamente convinti!

 

 

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