“Se continui a guardare la pentola, l’acqua non bolle mai.”

L’ansia è un’emozione naturale nella vita di ciascuno di noi.

Una condizione d’allerta che assume significati e funzioni diverse in relazione alla personalità e al temperamento dell’individuo, a seconda anche delle diverse circostanze della vita.

Ed ecco che -proprio davanti a situazioni che ci possono cambiare la vita, o che vengono vissute come tali (p.e. sostenere un esame o un colloquio di lavoro)- compare l’ansia… ma attenzione, se in giuste dosi, questa ci permette di attivare tutte le risorse necessarie a superare e raggiungere l’obiettivo prefissato.

Sapevi che…

Secondo la legge di Yerkes e Dodson (1908), un giusto grado di ansia -quindi non eccessivo- ci permette di essere più performanti rispetto a quando siamo tranquilli.

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Ad esempio, prima di un esame, un livello ottimale di ansia/stress può aiutarci a concentrarci meglio nella prova e a ricordare le informazioni. Se però diventiamo troppo ansiosi, allora la nostra capacità di concentrarci e di ricordare i concetti potrebbe essere compromessa!

Se fossimo, invece, in ambito sportivo, un livello ideale di ansia/eccitazione potrebbe migliorare il nostro rendimento; al contempo, troppo ansia/eccitazione potrebbe mandarci in tilt o renderci poco energici.

 

E tu? Pensi di avere “il giusto grado di ansia” di fronte alle situazioni?

 

Come riconoscere l’ansia?

1I sintomi psicofisici che accompagnano l’ansia, sono: il bisogno di andare spesso in bagno; la difficoltà a rilassarsi e ad attendere seduti il proprio momento; la paura di non essere all'altezza o di fare scena muta; la sensazione di non ricordare nulla; Etc.

Invece, tra i sintomi fisici più comuni troviamo: l’aumento della pressione; la tachicardia; il respiro corto; il tremolio; etc.

Ma attenzione: se queste manifestazioni sono “a tempo”, nel senso che sono limitate a un evento o a un periodo , lasciando spazio in seguito a euforia per le nostre prestazioni e sentimenti positivi verso il futuro, allora la nostra ansia è “positiva”.

Quando, invece, l’attivazione del sistema di ansia è ingiustificata, slegata da eventi o periodi specifici o sproporzionata rispetto alle situazioni, vuol dire che siamo di fronte a un disturbo d’ansia. Tale disturbo può arrivare a complicare notevolmente la vita di una persona, rendendola incapace di affrontare anche situazioni comuni.

 

 

Come gestire l’ansia?

3Una delle cose fastidiose dell'ansia è avere a che fare con pensieri “altamente infiammabili”, ovvero pensieri che da un momento all'altro potrebbero prendere fuoco e trasformarsi in vere e proprie preoccupazioni. A volte sono ansie giustificabili ("avrò chiuso la porta di casa?"); altre, totalmente infondate ("Il mio capo mi odia?")… peccato che in quel momento il cervello non faccia differenza!

Cosa fare quindi?

  • Realizza che è il tuo cervello a fare questo. "Il nostro cervello possiede una propensione negativa o comunque una tendenza a far emergere il peggior risultato possibile"(Rick Hanson)
  • Accetta i tuoi pensieri. "La più grande preoccupazione quando inizia a salire l'ansia è quella di creare un circolo virtuoso... sì, perché quando qualcosa sta provocando in noi quelle emozioni è proprio il voler star bene a tutti i costi che rinforza l'ansia stessa" (Mickey Trockel)
  • Guarda i tuoi pensieri dalla giusta prospettiva e poniti delle domande per riformulare la tua paura. "Valutare i pro e i contro di un pensiero aiuta ad avere una visione più razionale della situazione" (Peter Norton)
  • Impegnati in attività rilassanti. Se è vero che l’ansia si esprime non solo tramite il nostro sistema psicologico, ma anche attraverso quello fisiologico, è altrettanto vero che può essere "gestita" attraverso attività rilassanti (p.e. yoga, esercizi di respirazione, meditazione mindfulness, etc.)

 

Perché non provi l’esercizio della respirazione quadrata?

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Il nome dell'esercizio fa riferimento alla possibilità di controllare l'atto respiratorio nelle sue 4 fasi. Si parla di "quadrato" perché ogni fase dura un tempo prestabilito, uguale per tutte le fasi, come i 4 lati della figura geometrica.

Per prima cosa siediti in una posizione comoda a gambe incrociate e rilassa le mani sulle ginocchia, dopodiché:

  1. Inizia a inspirare col naso, contando lentamente da 1 a 4
  2. Trattieni il respiro (a polmoni pieni) sempre contando lentamente da 1 a 4
  3. Espira per lo stesso tempo
  4. Stai in apnea (a polmoni vuoti), contando da 1 a 4

Ripeti questo tipo di respirazione per qualche minuto. Con la pratica, è possibile rallentare il ritmo respiratorio arrivando a contare anche fino a 6 o a 9. Dedicati a questa pratica -per 5-10 minuti- prima di alzarti al mattino, così da iniziare con il piede giusto la giornata, e prima di addormentarti la sera, così da andare a letto super rilassato/a!

 

Per concludere…

L’ansia è come un motore: necessita di un pilota che sia in grado di gestirlo, senza paura di perdersi… un giusto stato d’ansia infatti prepara la nostra struttura psicofisica nel farci funzionare al meglio, aumenta la creatività, l’attenzione e la concentrazione su ciò che stiamo svolgendo.

Quindi ben venga l’ansia, purché -come nelle migliori ricette- sia q.b. … altrimenti rischiamo di fare come Mario nella pillola di martedì scorso su “Il (pre) colloquio”.

 

 

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