Resilienza Organizzativa - Consulenza Strategica - ASAP Italia

 

Dopo un’emergenza e durante una crisi c’è un legame molto forte tra resilienza e produttività: la resilienza è ciò che permette di mantenere ed incrementare la produttività.

Ma su quali aspetti occorre lavorare concretamente?

Si parla spesso di resilienza come una caratteristica individuale del singolo, come un qualcosa di innato… in realtà la resilienza può essere appresa e allenata, sia a livello individuale che organizzativo.

Essere resilienti significa rimanere altamente produttivi anche nelle turbolenze e nelle difficoltà, significa capitalizzare esperienze e far tesoro di esse come anche dei propri errori – compresi e corretti – per guardare avanti con energia, fiducia nei propri mezzi e voglia rinnovata di superare positivamente nuove sfide” (Bonammo, 2007)

Come?

Puntando su questi 7 driver:

  1. Semplificazione del business: durante crisi e complessità è fondamentale rimanere concentrati solo ed esclusivamente sulle proprie competenze primarie, quelle che si sanno fare meglio (core competences), eliminando tutto il resto (p.e. Porsche ha un portafoglio costituito solamente da sei prodotti).
  2. Focalizzazione geografica: è altrettando fondamentale investire e mantenere il mercato di origine, focalizzandosi su aree geografiche tra loro connesse o comunque coerenti con il proprio business di riferimento.
  3. Velocizzazione della presa di decisione tenendo conto dei risultati (anche negativi) che può portare: prendere decisioni veloci e consapevoli è uno degli aspetti cruciali quando ci si trova in una situazione di crisi/emergenza. Da questo punto di vista le realtà più snelle, avendo meno passaggi decisionali, sono le più agevolate.
  4. Aumento delle autonomie dei piccoli team: meno l'azienda è verticale e accentrata più veloce sarà la sua capacità di reagire. Creare quindi delle piccole business unit autonome permette non solo di rispondere prima, ma anche meglio grazie a relazioni più strette, una comunicazione più efficace e continua e un ambiente di maggiore condivisione.
  5. Rafforzamento della cultura organizzativa: durante crisi ed emergenze i livelli di stress a cui siamo esposti sono molto elevati, ma attraverso la condivisione dei valori siamo in grado non solo di sopportare meglio, ma, addirituttra, di ottenere risultati migliori. Gestire momenti "critici" condividendo i medesimi valori porta le persone a supportarsi l’un l’altra per trovare soluzioni comuni.
  6. Orientamento alla persona: essere orientati al cliente, singifica non solo conoscere le sue esigenze attuale, ma prevederne anche quelle future. Specialmente in tempo di crisi focalizzarsi sulle proprie persone e sui loro bisogni dando a ciascuno la propria importanza... siano questi clienti, stakeholder, fornitori, etc.
  7. Focus sul qui e ora, ma con uno sguardo mirato al futuro: avere a disposizione action plan da attuare per gestire l'emergenza nell'immediato è fondamentale, ma è necessario lavorare fin da subito anche sulla strategia di lungo termine, volgendo lo sguardo già oltre l'ostacolo... ovviamente tutto ciò è possibile solo se si sa esattamente in quale fase della crisi/emergenza ci si trova (leggi anche: IL TWISTER MODEL: attraversare le 5 fasi della crisi d'impresa).

Alla base della resilienza organizzativa vi è, necessariamente, la resilienza individuale... solo attraverso una cultura del cambiamento e una valorizzazione delle persone possiamo creare strategie vincenti per il superamento della crisi, aumentare la produttività e crescere anche nelle difficoltà.

 

Scritto da: Dario Ronchetti, Sara Magni e Sian Wells

 

Se vuoi, attraverso le nostre soluzioni di Consulenza Strategica, possiamo aiutarti a lavorare su uno o più di questi driver!

Vorrei maggiori informazioni!

 

 

CONSULTA IL CALENDARIO CORSI 2024
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER