Comunicare al meglio con capo, colleghi, collaboratori e clienti … è da sempre un tema centrale, per HR e Manager, in quanto fondamentale per un coordinamento efficace.

Per far sì che il coordinamento sia realmente efficace, cosa viene richiesto oggi alla comunicazione?

Oggi, la comunicazione interna aziendale avviene principalmente da remoto, una comunicazione quasi esclusivamente pianificata, asincrona e mediata dalla tecnologia. Questo tipo di comunicazione richiede necessariamente un’evoluzione, di mindset (in generale) e di questa skill (nello specifico), altrimenti il rischio è quello di andare solo incontro a delle perdite; sia di tipo informativo -legate al venir meno di buona parte del linguaggio non verbale- che di tipo relazionale -dovute invece alla scomparsa di tutte quelle comunicazioni, non legate prettamente al lavoro, ma che impattano fortemente sulla nostra disponibilità a metterci in relazione con l’altro, a collaborare, a comunicare.

Ma chi di noi oggi indirebbe un meeting solo per fare due chiacchiere?

Eppure spesso sono “quelle due chiacchiere” che alleviano la stanchezza, che ci rendono più disponibili nei confronti dell’altro, che ci fanno relazionare meglio con l’altro. E invece ci si ritrova a parlare solo di lavoro, a non condividere null’altro e a non ritenere neanche più opportuno farlo perché bombardati come siamo da più informazioni su più fronti, chi correrebbe il rischio di “sprecare” l’attenzione del proprio interlocutore?!?

Ma è davvero necessario scegliere tra l’una o l’altra comunicazione?

Noi di Asap Italia, riteniamo che entrambe giochino un ruolo cruciale nel nuovo contesto lavorativo e che proprio per questo debbano essere portate avanti in parallelo:

  • Comunicazione legata all’obiettivo: Come portare avanti tutti quegli scambi funzionali al raggiungimento degli obiettivi lavorativi e che necessitano di un coordinamento tra colleghi, con il capo, etc.? Con coraggio e ownership! Ognuno di noi deve sentirsi responsabile non solo della propria, ma anche dell’intero processo, comunicando e monitorando di conseguenza (leggi anche: Coraggio e Ownership: più leader, un unico obiettivo). Per fare ciò dobbiamo domandarci costantemente: quali informazioni è utile e necessario comunicare? Quali informazioni invece sono sovrabbondanti e rischierebbero solo di creare confusione? E ancora, con quale mezzo è meglio comunicare (telefono, email, videocall etc.?) E come accertarsi che il messaggio sia arrivato correttamente e il nostro interlocutore abbia messo in atto le azioni necessarie?
  • Comunicazione legata alla relazione: Come portare avanti tutti quegli scambi, apparentemente superflui, o comunque non connessi direttamente al lavoro, ma vitali per il mantenimento di un buon clima? Prevedere e pianificare anche questo tipo di scambi non significa perdere di vista il focus, ma essere consapevoli del loro impatto positivo. Parlare anche di altro consolida i rapporti, li distende, aumenta la collaborazione e la comprensione reciproca e rafforza il senso di appartenenza al gruppo/all’azienda. In altre parole, la comunicazione legata alla relazione impatta positivamente anche su quella legata all’obiettivo.

Oggi comunicare è una scelta consapevole che dobbiamo fare attivamente e intenzionalmente su più piani e a tutti i livelli. 

 

Saper coordinare, comunicare e relazionarsi sono alcune delle competenze più richieste a un Manager. Eppure quanto è difficile farsi capire dagli altri e creare allineamento costante nel team, soprattutto da remoto?

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