HR Management

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Warr (1987) propone un modello di benessere che definisce affective well-being. Esso può essere valutato sulla base di due dimensioni: la soddisfazione e l’attivazione (arousal). L’incrocio di queste due dimensioni determina gli spazi entro cui collocare le diverse esperienze soggettive, espresse come emozioni. E’ possibile anche individuare l’intensità di queste emozioni in base alla distanza dal punto di incrocio delle due variabili.

 

Motivazione1

"Chi fa da sé fa per tre, io non ho bisogno degli altri"

Un ambiente ostacolante, troppo controllante o eccessivamente protettivo e difensivo o respingente, impedisce il soddisfacimento di alcuni bisogni psicologici. Si innescano così processi di difesa che cercano di proteggerci in condizioni sfavorevoli, ma che non permettono il raggiungimento del benessere personale. Ci si focalizza su se stessi e, in casi estremi, si può arrivare sino al ritiro psicologico e ad attività antisociali.

 

Quali sono i bisogni psicologici che sono necessari per il nostro benessere personale?

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“Sappiamo tutto sullo stress lavorativo?”

 

Spiegare il benessere psicologico dei lavoratori in relazione all’ambiente di lavoro non è un’impresa semplice, come dimostrano i numerosi modelli teorici proposti.

  

Quali sono i fattori chiave da tenere in considerazione per gestire lo stress?

 

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