Sfide HR 2021 - News ed eventi - ASAP Italia

 

Inizio anno, tempo di obiettivi, strategie… e previsioni. Più che di trend, però, vogliamo parlare di sfide, di opportunità da cogliere, da creare e da ri-creare da parte di coloro che sono -o che dovrebbero essere- il cuore pulsante di ogni azienda: gli HR!

Quali sono quindi le sfide HR del 2021?

E’ questo ciò di cui abbiamo parlato nell’intervista scritta, fatta alla nostra Managing Director, Gertraud Bacher.

Dott.ssa Bacher, a quanto pare il 2021 sarà un anno all’insegna dei vaccini, ma da un punto di vista lavorativo, sarà un 2020 bis?

"Proprio ieri mattina la BBC World News riportava i risultati delle ricerche fatte dall'Organizzazione Mondale della Sanità in merito all’immunità di gregge e al fatto che questa non verrà raggiunta prima del 2022. Questo significa che almeno per un altro anno (e probabilmente anche qualcosa di più), andremo avanti in una situazione tra parziali aperture, aperture, parziali chiusure, chiusure. Da un punto di vista lavorativo, oscilleremo quindi tra un vero smart working (alternandoci tra casa e ufficio) e un total remote working… al che uno potrebbe pensare “nulla di nuovo, insomma!” e invece c’è un aspetto del tutto inatteso: buona parte delle persone, non vogliono più tornare in ufficio, vogliono lavorare da casa".

Beh, ma con la giusta tecnologia, che male c’è?

"C’è che diversi neuro scienziati, tra cui David Eagleman, hanno dimostrato che per un sano sviluppo delle nostre funzioni abbiamo necessità di interagire con gli altri, ma in maniera diretta. Infatti, il nostro cervello sociale -situato nella corteccia prefrontale- per via di questo calo delle interazioni dirette, sta regredendo causando, a sua volta, una decrescita di tutte le competenze che ivi risiedono: intelligenza emotiva, empatia e tutto ciò che ad oggi continua a distinguerci dalle macchine".

E quindi il 2021 sarà secondo lei un anno all’insegna dello smart working (e quindi della tecnologia) o delle relazioni umane?

"Attenzione, non sto dicendo che la tecnologia sia il male… anzi, menomale che c’è! Ha permesso e permette alle aziende di restare operative e alle persone di “restare in contatto con gli altri” in un momento in cui non è stato e non è ancora possibile farlo in modalità diretta. Però diciamocela tutta, in un contesto come quello attuale, dove la tecnologia ha preso davvero il sopravvento -anche e soprattutto a livello relazionale- i suoi effetti (negativi) sono ancor più evidenti. In questo momento è come se fossimo degli zombie -un po’ spaventati un po’ cambiati- che girano con una ferita, di cui non conoscono ancora la portata, ma di cui iniziano a intravederne gli effetti.

In poche parole, è come se fossimo caduti in una forma di depressione sottile, tale per cui ritornare in ufficio adesso diventa impegnativo, senza accorgerci però che più restiamo a casa e più le nostre competenze “più umane” regrediscono. Quindi, ben venga la tecnologia e guai a non cogliere il suo lato positivo, ma limitiamo ciò che ci toglie… ricordiamoci che Steve Jobs vietò il cellulare ai suoi figli e lo sconsigliò ai suoi genitori… una ragione ci sarà!"

Ok, ma come districarsi tra l’impatto negativo che il “lavorare da casa” ha sulle nostre abilità sociali e il fatto che le persone sono restie a rientrare in ufficio?

"E’ proprio questa la vera sfida degli HR: motivare le persone a tornare in ufficio e aiutarle a riacquistare una dimensione sociale di relazioni che adesso, in qualche misura, hanno congelato o perso, regredendo nella loro capacità sociali. Le nuove politiche HR dovranno essere quindi in grado di motivare e incentivare le persone a tornare in ufficio con la voglia di lavorare e condividere. Adesso più che mai HR deve fare un lavoro importante, un lavoro di equilibrio: da un lato favorire lo smart working e dall’altro ri-alimentare le relazioni tra le persone affinché il nostro cervello sociale torni a crescere. Più il cervello sociale è sviluppato, più le persone stanno bene, sono creative, produttive, energiche e floride".

Davvero una bella sfida, ma anche una grande opportunità! Saremo in grado di coglierla?

"Assolutamente Sì. Il mio appello e il mio augurio agli HR per il 2021 è proprio quello di creare opportunità che ri-amplino le competenze sociali delle persone; di lavorare insieme per trovare una giusta impostazione che -compatibilmente con l’emergenza sanitaria in corso- faccia tornare in ufficio le persone; di implementare uno smart working vero e non un remote working, creando spazi di condivisione, di confronto, di momenti ideativi; di favorire nuovamente la nostra intelligenza emotiva!"

 

GertraudGertraud Bacher | Laureata prima in Scienze Politiche e poi in Psicologia, con un Dottorato di Ricerca in neuro-psicobiologia. Pluriennale esperineza nella gestione delle Risorse Umane, presso diverse società multinazionali, dal 2010 è Managing Director di ASAP Italia, continuando a dedicarsi alle sue due grandi passioni, la formazione in ambito soft skills e la consulenza alle aziende a livello internazionale.

 

 

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