“Immagina di venire valutato semplicemente mettendoti al PC, dove ti vien chiesto di fare un gioco”

Fai parte di un equipaggio spaziale che sta esplorando il lato illuminato della luna. La tua navicella però, per un guasto, ha dovuto effettuare un atterraggio d'emergenza.

Le apparecchiature di bordo si sono danneggiate e le uniche cose che si sono salvate sono: dei fiammiferi, del cibo concentrato, 15 m di corda di nylon, un paracadute, due pistole, un pacco di latte in polvere, 2 bombole di ossigeno, una mappa stellare, un canotto di salvataggio, una bussola magnetica, una cassetta del pronto soccorso, una tanica dell’acqua, torce elettriche e una ricetrasmittente a energia solare.

Dal momento che la tua sopravvivenza ora dipende dal raggiungere la navicella madre che dista 320 km, cosa decidi di portare con te nel viaggio? Con che ordine di importanza?

Alla scoperta del Recruiting Gamification

Immagine 1

Con il termine Gamification, si intende l’utilizzo di tecniche ludiche in un contesto statico, o in ogni caso estraneo al gioco, per stimolare l’interesse facendo leva su alcuni “istinti primordiali” di ciascuno di noi: la competizione, il desiderio di successo, il dono o la ricompensa.

La Gamification nel settore HR non è un fenomeno nuovo, è già stata ampiamente utilizzata dalle aziende in ambito formativo, per favorire l’apprendimento e lo sviluppo delle competenze: l’utilizzo di prove da superare, percorsi a punti, sfide online, quiz a tempo e molte altre attività pseudo-ludiche studiate ad hoc, che mettono al centro il candidato e la sua esperienza, sembrano la naturale conseguenza dell’evoluzione tecnologica che stiamo vivendo.

Questo non significa che non verremo più chiamati per uno screening "tradizionale" -nel caso in cui te la fossi persa, ecco a te la Pillola di Martedì su Lo Screening Telefonico- bensì che esistono anche "nuove frontiere" in ambito Recruiting che offrono grandi opportunità!

Sì perché, se da un lato, attraverso questi “giochi”, i candidati possono dimostrare “sul campo”, seppur simulato, quali sono le loro caratteristiche e potenzialità; dall’altro, i reclutatori possono accedere a tali informazioni, in tempo e in “modo” un po’ più reale.

Insomma, tutti, almeno una volta, abbiamo cercato di pianificare in anticipo le risposte da dare al reclutatore durante il colloquio, magari omettendo qualcosa qua e là! Di fronte a “simulazioni” di questo tipo, invece, superato lo sconcerto iniziale, è possibile dimostrare, anche divertendosi, le proprie skill (creatività, innovazione, leadership, attitudine e capacità di risoluzione dei problemi, etc.).

 

Quali possono essere i vantaggi?

Immagine 2Il compito più elementare di ogni reclutatore è acquisire talenti (Leggi ancheCandidate Experience: Come attrarre i migliori talenti?)! Pertanto è fondamentale assicurarsi che le capacità dei candidati si adattino bene alle esigenze e alla cultura dell'azienda. Quando la Gamification viene applicata al processo di reclutamento, offre diversi vantaggi:

  • Maggior efficienza del processo di screening: le aziende possono testare alcune competenze specifiche -come la gestione del tempo, il pensiero creativo e innovativo ecc.- su più persone, nello stesso momento
  • Maggiori informazioni: il candidato ha la possibilità di scoprire meglio le sue abilità e potenzialità e, al contempo, può cogliere anche informazioni sulla società e le sue politiche divertendosi
  • Maggior coinvolgimento: il recruiting gaming crea un'esperienza immersiva e divertente; pertanto, se ben progettata, può contribuire a migliorare la Candidate Experience
  • Maggior Employer Branding: l’azienda ha modo di veicolare un’immagine di sé all’avanguardia. Far percepire ai candidati che si è un’azienda innovativa, nonché tecnologica e digitale, permette di attrarre maggiormente la forza lavoro delle nuove generazioni

 

 

Quali possono essere le criticità?

Immagine 3L'introduzione del Gaming (sia on-line che off-line), come ogni novità, comporta dei rischi. Quindi, è fondamentale pianificare attraverso un'analisi adeguata e un monitoraggio costante. Prima di incorporare la Gamification nel processo di reclutamento, è bene considerare i seguenti aspetti:

  • Questo gioco misura realmente ciò che vogliamo valutare? Il rischio dei giochi, soprattutto se costruiti senza valutarne l’effettiva validità ed attendibilità, è di prendere fischi per fiaschi. Se io reputo che il mio gioco valuti le capacità di Problem Solving, quando in realtà le abilità richieste per portarlo a termine sono quelle Visuo-Spaziali, io Recruiter rischio di interpretare male i risultati e di selezionare candidati che hanno sì portato a termine il gioco in maniera ottimale, ma che non hanno le capacità che io realmente cercavo
  • Perché abbiamo bisogno della gamification? È un modo che ci permette di raccogliere informazioni sul candidato per poi integrarle con quelle emerse da un colloquio e dati test? Se è solo una cosa per far divertire, fine a se stessa, allora meglio lasciare perdere!
  • Che immagine trasmettiamo? Non è tutto oro ciò che luccica. Un gioco può permettere di veicolare un’immagine “innovativa” dell’azienda. Tuttavia, soprattutto con candidati con una seniority elevata, l’immagine trasmessa potrebbe essere negativa, poiché il gioco viene percepito come qualcosa di “leggero” e poco professionale

 

 

Quali sono i dati in Italia?

Immagine 4

Secondo il recente HR Trends and Salary Report 2017, realizzato da Randstad Professionals in collaborazione con ASAG (Alta Scuola di psicologia Agostino Gemelli) dell'Università Cattolica di Milano, l'85% delle direzioni HR ritiene che la Gamification migliori la gestione delle Risorse Umane, perché stimola la creatività e il coinvolgimento di dipendenti e candidati e ne accresce la motivazione (44%)introducendo al contempo un nuovo modo di vivere il lavoro e linguaggi e modalità di relazione più vicine ai nativi digitali (43%).

Nonostante oggi sia solo un’azienda su quattro (26%) a conoscere in modo abbastanza approfondito la HR Gamification, la maggior parte delle realtà che l’hanno sperimentata riconosce il valore e le potenzialità insite in questo strumento.

 

 

Sapevi che…

Nel 2015, MSC Crociere ha lanciato la campagna “Inner Island”, per creare la vacanza ideale attraverso differenti livelli di gioco. In palio uno stage retribuito. I vantaggi per l’azienda? Una profilazione circa gli interessi ed i desideri degli utenti, potenziali futuri viaggiatori, il miglioramento del branding e ovviamente, l’individuazione di profili idonei all’inserimento nel team.

 

Per concludere…

Sicuramente i giovani, i Millennials, coloro che si stanno affacciando ora al mondo del lavoro, cresciuti con smartphone e tablet e abituati a relazionarsi attraverso i social, saranno i primi ad essere maggiormente stimolati da questo metodo -curiosi, creativi, pronti ad accettare sfide e a giocare per superare i differenti livelli.

Ma i profili senior? I quadri, i dirigenti, coloro che magari non si sono neanche candidati ad un annuncio, ma sono stati contattati da un “cacciatore di teste”, siamo sicuri che possano sentirsi altrettanto coinvolti e apprezzare un approccio di questo tipo?

Immagine 6

Che dire… ben vengano i giochi e la possibilità di avere un trailer più realistico delle capacità e delle attitudini dei candidati, ma attenzione sempre a come usarli, con chi e in quali fasi del processo di selezione!

 

 

#ASAPsrl #hrlife #hr #growtogether #hiring #recruitment #recruiting #work #job #jobs #career #gaming #gamification #lepillolediasap